Un nuovo articolo scientifico sulla serie storica di Montevergine

Grazie per aver visitato il sito ufficiale dello storico osservatorio di Montevergine. Devi sapere che questo osservatorio viene salvaguardato dall'abbandono e dal degrado grazie all'azione e all'opera di un gruppo di giovani appassionati della meteorologia e del territorio del comprensorio del monte Partenio. L'osservatorio ha una lunga serie storica risalente al lontano 1884. Grazie alla tua eventuale donazione potrai contribuire concretamente al mantenimento e al miglioramento dell'osservatorio stesso. Senza il vostro aiuto questo importante pezzo di storia scientifica italiana verrebbe inesorabilmente perduto. Grazie per il tuo contributo e torna a visitare il sito ufficiale www.mvobsv.org .

Quella di ieri è stata una giornata molto importante per lo storico Osservatorio di Montevergine. Siamo ben lieti di comunicarvi, infatti, che stamane è avvenuta la pubblicazione di un lavoro scientifico dal titolo “Rescue and quality control of sub-daily meteorological data collected at Montevergine Observatory (Southern Apennines), 1884–1963″.

Il paper è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Earth System and Science Data” ed è stato curato da un team di ricercatori e professori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (Vincenzo Capozzi, Yuri Cotroneo, Pasquale Castagno, Carmela De Vivo e Giorgio Budillon).
Si tratta di uno studio che descrive minuziosamente l’intero processo di “data rescue” dei dati meteorologici sub-giornalieri acquisiti presso l’Osservatorio meteorologico di Montevergine dal 01/01/1884 al 31/12/1963.

Che cos’è il data rescue?

Possiamo definirlo come il lungo lavoro di recupero di un’antica serie climatologica, che parte dalla identificazione dei metadata, ossia di tutte le informazioni inerenti la storia dell’Osservatorio, le caratteristiche della strumentazione e le pratiche di osservazione, sino a giungere ad un accurato controllo di qualità dei dati, passando per il laborioso ma estremamente affascinante processo di digitalizzazione (inteso come il trasferimento su un supporto digitale di antiche informazioni meteorologiche originariamente disponibili in formato cartaceo). Quest’ultimo step del lavoro, durato più di due anni, si è rivelato un vero e proprio viaggio nel tempo, che ha concesso agli autori del lavoro l’opportunità di prendere confidenza con le vicende meteorologiche che hanno animato lo scenario atmosferico dell’area del Partenio negli ultimi anni dell’800 e nella prima metà del ’900.

L’ultima parte dell’articolo è dedicata ai possibili utilizzi del dataset sub-giornaliero di Montevergine, che spaziano da finalità di natura puramente meteorologica (studio di eventi estremi, vedi ad esempio l’ondata di freddo del Febbraio 1956) a scopi di carattere climatologico, legati alla ricostruzione della variabilità climatica in ambienti appenninici.

L’articolo è pubblicamente accessibile tramite il presente link:
https://www.earth-system-science-data.net/index.html

Ricordiamo a tutti che i risultati di quest’attività di ricerca sono confluiti, pochi mesi fa, nella pubblicazione del dataset poc’anzi citato all’interno della banca dati del “National Centers for Environmental Information” del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration – U.S. Department of Commerce); i dati sono a disposizione della comunità scientifica tramite il seguente link: https://data.nodc.noaa.gov/cgi-bin/iso…

Buona lettura! 

Osservatorio meteorologico di Montevergine, un focus meteo-climatologico sul mese di Maggio 2020

Nelle figure che seguono, Vi mostriamo una serie di elaborazioni grafiche che, oltre a riassumere le vicende meteorologiche del mese di Maggio 2020, consentono di contestualizzarne le anomalie termo-pluviometriche in chiave climatologica.

A differenza di quanto accaduto lo scorso anno, maggio 2020 si è distinto per anomalie di temperatura di segno positivo (+0.6°C rispetto alla media 1981-2010) e per anomalie pluviometriche di segno diametralmente opposto (-42.2% rispetto al trentennio di riferimento). L’ultima parte della stagione primaverile, dunque, non è stata in grado di lenire i rilevanti deficit pluviometrici osservati nel corso della stagione invernale e nel mese di aprile.

A condizionare le vicissitudini meteorologiche del mese scorso è stata, sembra ombra di dubbio, l’anomala ondata di caldo verificatasi a cavallo tra i giorni 13 e 18: l’apice, in tal senso, è stato raggiunto in data 14/05, quando il termometro si è spinto sino a 23.2°C.
Nella terza decade del mese, invece, sono prevalse temperature più fresche ed episodi di pioggia di lieve o moderata rilevanza, che hanno solo parzialmente compensato le condizioni atmosferiche aride della seconda decade e dell’ultima parte della prima.


Osservatorio meteorologico di Montevergine: l’anno solare 2019 in pillole

- Con una temperatura media di 9.7°C, il 2019 è stato il quarto anno più caldo dal 1884, a pari merito con il 2018 ed il 2011;

- Il quantitativo di pioggia annuale, pari a 1896.3 mm, è stato di poco superiore (+18%) a quello mediamente registrato nell’ultimo trentennio climatologico di riferimento (1981-2010);

- La temperatura massima giornaliera più alta, pari a 29.3°C, è stata registrata in data 12/08;

- La temperatura massima giornaliera più bassa, pari a -7.4°C, è stata misurata in data 04/01;

- La temperatura minima giornaliera più alta, 21.6°C, è datata 13/08;

- La temperatura minima giornaliera più bassa, pari a -9.5°C, è stata rilevata in data 23/02;

- La raffica di vento più intensa, 112.2 nodi (208 km/h) è stata registrata nel primo giorno dell’anno, durante una delle tante burrasche di grecale che hanno contraddistinto le vicende atmosferiche dello scorso inverno. Si tratta della raffica più intensa mai rilevata da quando è in funzione la stazione meteorologica automatica (01/01/2008);

- La media giornaliera del vento più alta, in base ai dati disponibili, è stata di 33.0 nodi (24/02);

- La quantità giornaliera di pioggia più elevata è datata 21/12 ed è pari a 79.8 mm;

- Il giorno 23 settembre, in occasione di un breve ma violentissimo temporale notturno, sono caduti 14.5 mm di pioggia in 10 minuti con un picco di rain rate (intensità di pioggia) pari a 770.1 mm/h;

- Nel mese di novembre è piovuto (con accumulo giornaliero pari o superiore ad 1 mm) 25 giorni su 30;

- Il numero di giorni di pioggia rilevato nel mese di maggio, 19, pareggia quello registrato negli anni 1901 e 1911 ed è secondo solo a quello osservato nel maggio 1980 (21);

- 5 mesi su 12, gennaio, maggio, luglio, novembre e dicembre, hanno chiuso con un’anomalia pluviometrica di segno positivo;

- 2 mesi su 12, gennaio e maggio, hanno chiuso con un’anomalia di temperatura di segno negativo.

Quanto è cambiato il clima dei monti irpini..

Un’elaborazione grafica che dà un’idea di quanto sia cambiato il clima dei monti irpini.

L’immagine che segue riporta la temperatura media osservata a Montevergine su base decadale (ossia la temperatura mediata su periodi di 10 anni). Ebbene, con una media 9.7 C, la decade 2010-19 è stata di 0.3 C più calda di quella che l’ha immediata preceduta (2000-2009). Dal confronto tra la temperatura media registrata nella decade appena trascorsa e quella che ha caratterizzato le decadi antecedenti il 1980, emerge una differenza di circa 1.5 C. Una differenza, ahi noi, che si commenta da sola.

Si tratta di dati che invitano a fare profonde riflessioni e che assumono ancora maggiore risonanza, se consideriamo quanto siano delicati e fragili gli equilibri dell’ambiente e degli ecosistemi d’alta quota.

 

Retrieval of snow precipitation rate from polarimetric X-band radar measurements in Southern Italy Apennine mountains

“Retrieval of snow precipitation rate from polarimetric X-band radar measurements in Southern Italy Apennine mountains”

Questo il titolo di un articolo scientifico pubblicato quest’oggi sulla rivista Atmospheric Research (Publisher: Elsevier). Si tratta di un lavoro finalizzato alla stima dell’intensità della precipitazione nevosa a partire da misure radar polarimetriche.

“Protagonisti” di questa ricerca sono stati i dati meteorologici rilevati presso l’Osservatorio di Montevergine nel corso della stagione invernale 2018/19: in particolare, le misure disdrometriche e quelle anemometriche hanno offerto la possibilità di calibrare un stimatore “ad hoc” dell’intensità dei fenomeni nevosi, basato su due variabili radar (riflettività orizzontale e fase specifica differenziale).

Lo studio, curato da Vincenzo Capozzi, Mario Montopoli, Alessandro Bracci, Luca Baldini, Elisa Adirosi, Gianfranco Vulpiani e Giorgio Budillon, rappresenta il frutto di una felice ed efficace sinergia tra il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed il Dipartimento di Protezione Civile.

Da oggi e per i prossimi 50 giorni, sarà possibile scaricare gratuitamente il paper in formato .pdf tramite il seguente link:

https://www.sciencedirect.com/…/arti…/pii/S0169809519309949…

Buona lettura!