Osservatorio meteorologico di Montevergine: l’anno solare 2019 in pillole

Grazie per aver visitato il sito ufficiale dello storico osservatorio di Montevergine. Devi sapere che questo osservatorio viene salvaguardato dall'abbandono e dal degrado grazie all'azione e all'opera di un gruppo di giovani appassionati della meteorologia e del territorio del comprensorio del monte Partenio. L'osservatorio ha una lunga serie storica risalente al lontano 1884. Grazie alla tua eventuale donazione potrai contribuire concretamente al mantenimento e al miglioramento dell'osservatorio stesso. Senza il vostro aiuto questo importante pezzo di storia scientifica italiana verrebbe inesorabilmente perduto. Grazie per il tuo contributo e torna a visitare il sito ufficiale www.mvobsv.org .

- Con una temperatura media di 9.7°C, il 2019 è stato il quarto anno più caldo dal 1884, a pari merito con il 2018 ed il 2011;

- Il quantitativo di pioggia annuale, pari a 1896.3 mm, è stato di poco superiore (+18%) a quello mediamente registrato nell’ultimo trentennio climatologico di riferimento (1981-2010);

- La temperatura massima giornaliera più alta, pari a 29.3°C, è stata registrata in data 12/08;

- La temperatura massima giornaliera più bassa, pari a -7.4°C, è stata misurata in data 04/01;

- La temperatura minima giornaliera più alta, 21.6°C, è datata 13/08;

- La temperatura minima giornaliera più bassa, pari a -9.5°C, è stata rilevata in data 23/02;

- La raffica di vento più intensa, 112.2 nodi (208 km/h) è stata registrata nel primo giorno dell’anno, durante una delle tante burrasche di grecale che hanno contraddistinto le vicende atmosferiche dello scorso inverno. Si tratta della raffica più intensa mai rilevata da quando è in funzione la stazione meteorologica automatica (01/01/2008);

- La media giornaliera del vento più alta, in base ai dati disponibili, è stata di 33.0 nodi (24/02);

- La quantità giornaliera di pioggia più elevata è datata 21/12 ed è pari a 79.8 mm;

- Il giorno 23 settembre, in occasione di un breve ma violentissimo temporale notturno, sono caduti 14.5 mm di pioggia in 10 minuti con un picco di rain rate (intensità di pioggia) pari a 770.1 mm/h;

- Nel mese di novembre è piovuto (con accumulo giornaliero pari o superiore ad 1 mm) 25 giorni su 30;

- Il numero di giorni di pioggia rilevato nel mese di maggio, 19, pareggia quello registrato negli anni 1901 e 1911 ed è secondo solo a quello osservato nel maggio 1980 (21);

- 5 mesi su 12, gennaio, maggio, luglio, novembre e dicembre, hanno chiuso con un’anomalia pluviometrica di segno positivo;

- 2 mesi su 12, gennaio e maggio, hanno chiuso con un’anomalia di temperatura di segno negativo.

Quanto è cambiato il clima dei monti irpini..

Un’elaborazione grafica che dà un’idea di quanto sia cambiato il clima dei monti irpini.

L’immagine che segue riporta la temperatura media osservata a Montevergine su base decadale (ossia la temperatura mediata su periodi di 10 anni). Ebbene, con una media 9.7 C, la decade 2010-19 è stata di 0.3 C più calda di quella che l’ha immediata preceduta (2000-2009). Dal confronto tra la temperatura media registrata nella decade appena trascorsa e quella che ha caratterizzato le decadi antecedenti il 1980, emerge una differenza di circa 1.5 C. Una differenza, ahi noi, che si commenta da sola.

Si tratta di dati che invitano a fare profonde riflessioni e che assumono ancora maggiore risonanza, se consideriamo quanto siano delicati e fragili gli equilibri dell’ambiente e degli ecosistemi d’alta quota.

 

Retrieval of snow precipitation rate from polarimetric X-band radar measurements in Southern Italy Apennine mountains

“Retrieval of snow precipitation rate from polarimetric X-band radar measurements in Southern Italy Apennine mountains”

Questo il titolo di un articolo scientifico pubblicato quest’oggi sulla rivista Atmospheric Research (Publisher: Elsevier). Si tratta di un lavoro finalizzato alla stima dell’intensità della precipitazione nevosa a partire da misure radar polarimetriche.

“Protagonisti” di questa ricerca sono stati i dati meteorologici rilevati presso l’Osservatorio di Montevergine nel corso della stagione invernale 2018/19: in particolare, le misure disdrometriche e quelle anemometriche hanno offerto la possibilità di calibrare un stimatore “ad hoc” dell’intensità dei fenomeni nevosi, basato su due variabili radar (riflettività orizzontale e fase specifica differenziale).

Lo studio, curato da Vincenzo Capozzi, Mario Montopoli, Alessandro Bracci, Luca Baldini, Elisa Adirosi, Gianfranco Vulpiani e Giorgio Budillon, rappresenta il frutto di una felice ed efficace sinergia tra il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed il Dipartimento di Protezione Civile.

Da oggi e per i prossimi 50 giorni, sarà possibile scaricare gratuitamente il paper in formato .pdf tramite il seguente link:

https://www.sciencedirect.com/…/arti…/pii/S0169809519309949…

Buona lettura!

Breve nota climatologica dall’Osservatorio di Montevergine

E’ sotto gli occhi di tutti che il mese di ottobre abbia riservato condizioni meteorologiche lontane dai canoni tipici dell’autunno irpino. In tal senso, come di consueto, i dati acquisiti presso l’Osservatorio di Montevergine ci consentono di quantificare la rilevanza delle anomalie osservate, sia sotto l’aspetto termico sia sotto quello pluviometrico.

Nel mese di ottobre da poco conclusosi è stata osservata una temperatura media di +12.3°C, valore questo, 2°C superiore a quello mediamente registrato nel trentennio 1981-2010. Lo scarto dalla climatologia di riferimento diviene ancor più significativo (+2.6°C), se si prende considerazione la media di lungo periodo (1884-2018). Come si evince dal meteogramma (terza figura), l’evoluzione decadale della temperatura ha avuto un andamento sostanzialmente opposto a quello che normalmente atteso in un mese di transizione come quello di ottobre: la decade più calda, infatti, è stata l’ultima (temperatura media +13.8°C), quella più fredda la prima (temperatura media +10.7°C).
Per trovare un mese di ottobre più caldo di quello di quest’anno non bisogna andare particolarmente indietro nel tempo: nel 2012 e nel 2013, infatti, il decimo mese dell’anno fu caratterizzato da una temperatura media di 12.4 e 12.7°C, rispettivamente.

Per quanto concerne l’aspetto pluviometrico, è stato misurato un apporto meteorico complessivo (73.7 mm) corrispondente a poco meno della metà di quello mediamente rilevato nel trentennio 1981-2010 (145.1 mm). Particolarmente “inquietante” è stata l’assenza di precipitazioni di rilievo nella seconda e nella terza decade del mese, in cui, di norma, si osserva il passaggio dei primi intensi transienti atmosferici di origine atlantica. Le piogge, dunque, si sono concentrate nella prima decade, quando l’area del Partenio è stata interessata da 4 perturbazioni atmosferiche accompagnate e seguite da temporanei flessioni della temperatura.

Il dataset sub-giornaliero di Montevergine nell’archivio del NOAA

Con estremo piacere e viva soddisfazione, siamo lieti di annunciare che da ieri, 25/10/2019, è possibile accedere ai dati meteorologici sub-giornalieri dell’Osservatorio di Montevergine (periodo 1884-1963) attraverso la prestigiosa banca dati del “National Centers for Environmental Information” del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration – U.S. Department of Commerce).

Come molti di Voi sanno, negli antichi locali dell’Osservatorio di Montevergine è conservata, sottoforma cartacea, una gran mole di osservazioni meteorologiche, annotate ed archiviate con grande zelo dai monaci benedettini sin dal lontano 01/01/1884.
Si tratta, per varie ragioni, di un patrimonio scientifico di eccezionale rilevanza, che è stato oggetto di studio, negli ultimi anni, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Sotto la supervisione del prof. Giorgio Budillon (docente di meteorologia), un gruppo di giovani ricercatori – Vincenzo Capozzi, Yuri Cotroneo, Pasquale Castagno e Carmela De Vivo – ha curato la ricostruzione, la digitalizzazione e la validazione delle osservazioni meteorologiche sub-giornaliere rilevate nel periodo 1884-1963. Un primo risultato di questa lunga, faticosa, ma gratificante attività, è proprio la pubblicazione del dataset poc’anzi menzionato in uno dei più importanti archivi di dati ambientali e geofisici, quello del NOAA.
Tutti i dettagli sul dataset possono essere consultati attraverso questo link:

https://data.nodc.noaa.gov/cgi-bin/iso…#

Come detto, si tratta di un gran bel traguardo, che speriamo possa conferire ulteriore lustro all’Osservatorio, ma al tempo stesso anche di un nuovo punto di partenza. Le attività di ricerca proseguono e saremo ben lieti da darvi conto di ulteriori sviluppi e risultati nei prossimi mesi.